Trasporti: a Riccione il Consiglio Nazionale della FAISA CISAL

Roma, 20 maggio 2022 – Si è tenuto a Riccione il Consiglio Nazionale della Faisa Cisal, Federazione Autonoma Italiana Sindacale degli Autoferrotranvieri, Internavigatori ed Ausiliari del Traffico, allargato ai segretari delle federazioni regionali e provinciali. Alla presenza del Segretario Generale della Cisal, Francesco Cavallaro, sono stati affrontati i problemi del settore, sia quelli storici che squisitamente contemporanei, ponendo così in discussione le sfide del futuro dell’intero comparto.

Dalla recente ipotesi di rinnovo Contratto, alla Riforma del settore, le evoluzioni legislative, il Pnrr ed il problema sicurezza legato alle aggressioni ai danni degli operatori moltiplicatesi negli ultimi anni che ha portato alla sottoscrizione di un Protocollo Nazionale.

Questi i principali temi toccati dal Segretario Generale della Faisa Cisal, Mauro Mongelli, nella sua relazione che ha aperto la due giorni di confronto.

“L’intesa sottoscritta tra Organizzazioni Sindacali ed aziende rappresenta unicamente una prima risposta alle esigenze retributive dei lavoratori, quella migliore possibile, senza condizionarla con la discussione di aspetti normativi o di condizioni inaccettabili poste dalle imprese che continuano a ragionare con logiche di autofinanziamento. É invece necessario avviare un confronto normativo che coerentemente ad un processo di riforma del settore, restituisca a questa professione attrattività, sicurezza, tutele sociali ed economiche” dichiara Il Segretario.

Oggi più che mai, secondo il Segretario Generale della Faisa Cisal, il Pnrr deve rappresentare una leva che consenta un riequilibrio socio economico, partendo dai progetti presentati ed apportando le necessarie modifiche alla luce del mutato contesto economico determinatosi prima dalla pandemia e dopo dagli effetti della guerra in Ucraina. Infatti, l’aumento del costo dell’energia e dei prezzi delle materie prime impone un adeguamento dei contratti in essere e di quelli da stipulare affinché non vi siano rallentamenti o blocchi ai progetti finalizzati a rendere la mobilità sostenibile un bene della cittadinanza ed un obiettivo primario delle politiche pubbliche.

É pertanto necessario perseguire tali obiettivi implementando le risorse anche per la spesa corrente, ma allo stesso tempo evitando di rincorrere unicamente il conseguimento delle risorse senza traguardare effettivamente gli obiettivi. Così come per il tempo e la qualità degli interventi, ruolo importante assume il costante dialogo sociale affinché nulla rimanga pregiudicato rispetto al corretto utilizzo delle imponenti risorse previste per il settore.

Bisogna assolutamente evitare che il nuovo contesto metta a rischio una vera opportunità per il settore. Ma se è vero che il Pnrr porta con se un pacchetto di risorse, è altrettanto vero che non può essere slegato da un pacchetto di riforme che, solo se coniugate, rendono efficaci gli obiettivi. Aumento del servizio di trasporto pubblico per rispondere alle mutate esigenze di mobilità dell’utenza conseguente alla pandemia ed azione diretta alla sostenibilità ambientale ed alla ricerca e sostentamento del Green Deal.

Per ridurre il Gap tra Nord e Sud si richiedono interventi coraggiosi e responsabili, orientati al lungo periodo, partendo da una definizione chiara del quadro normativo e del rapporto tra Stato e Regioni. Partendo da una logica di mobilità intermodale, un sistema gradualmente digitalizzato che superi l’attuale frammentazione aziendale. Evidente come il punto centrale della riforma del settore sia il tema della dotazione finanziaria a carico dallo Stato che garantisca allo stesso Fondo Nazionale un adeguamento attraverso un meccanismo di recupero inflattivo.

Inoltre si richiede una parificazione delle modalità di affidamento dei servizi, così come previsto dalle norme comunitarie e nazionali; indispensabili risultano le clausole sociali sia a livello occupazionale che retributivo, la valorizzazione del fattore lavoro, la formazione del personale e la sicurezza.

Con la sigla del “Protocollo Sicurezza”, dichiara il Segretario, è arrivato un primo ed importante segnale grazie all’impegno delle parti sociali ed istituzionali, ma bisogna subito attivare l’Osservatorio nazionale individuato nel Protocollo. Positivo aver individuato nell’Osservatorio Nazionale per la promozione del trasporto pubblico locale e regionale la sede tecnica di un confronto nazionale per raccogliere dati e monitorare il fenomeno delle aggressioni, per individuare strumenti e accorgimenti di carattere tecnico-organizzativi come la protezione del posto guidamaggiori presidi di stazioni, treni, terminal bus e fermate, finalizzati a migliorare ulteriormente l’incolumità di lavoratori e dei viaggiatori ed anche specifici contributi per elaborare linee guida come punto di riferimento per dirigenti e lavoratori.

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