Roma, 24 agosto 2022 – La democrazia nel nostro paese è oggi ad una svolta? Ne parla con noi il professor Alfio Profeti, di cui pubblichiamo uno scritto sull’argomento.

”Oggi più che mai mi sento in dovere di porre l’accento sulla necessità di condividere alcune riflessioni che la realtà del nostro paese impone.

Sono un insegnante, ormai prossimo alla pensione, che di fronte all’acceso dibattito elettorale avverte la necessità di chiarire a se stesso come, dopo quasi ottanta anni dalla fine della seconda guerra mondiale, siano presenti nel nostro paese profonde divisioni e contrapposizioni.

Durante le mie lezioni di Educazione Civica, ho mostrato ai miei allievi l’importanza di evitare quello che Calamandrei sottolineava come “sia un po’ una malattia dei giovanil’indifferentismo”.

Gli esiti delle ultime campagne elettorali comunali, regionali e nazionali hanno sempre più espresso una maggioranza di cittadini che hanno rinunciato ad esercitare il proprio diritto a scegliere i propri rappresentanti.

L’appello del 26 Gennaio 1955 di Piero Calamandrei ad un impegno da parte dei giovani volto a superare quelle divisioni e contrapposizioni che la seconda guerra mondiale ha determinato, con lo scopo di realizzare una convivenza democratica, rispettosa della dignità di ogni cittadino, favorendo il pieno sviluppo di ogni persona umana, ad oggi non ha avuto un risultato concreto: la classe politica che in tutti questi anni ha governato il paese non è riuscita a dare risposte ai problemi che ogni italiano sperimenta sulla propria pelle, alimentando ed approfondendo dinamiche conflittuali.

Per questo mi chiedo se il suggerimento di Mauro Scardovelli, che scrive nel suo saggio “Dall’Io al Noi, la via per un mondo nuovo”:

“Abbiamo il compito, tutti noi insieme, di portare avanti una straordinaria rivoluzione, antropologica e spirituale. Una rivoluzione, un’azione collettiva, allegra, pacifica e democratica, che traghetti l’umanità dalla sponda del potere-dominio esclusivo dei pochi sui molti, alla sponda dell’amore reciproco-comunitario-inclusivo, come previsto dalla nostra Costituzione”, possa tratteggiare una strada percorribile.

Purtroppo la proposta di Scardovelli ha le caratteristiche più di un sogno, di un’utopia.

Ritengo comunque che sconfiggere l’esercito di quelli che bussano alle nostre porte con offerte miracolose, non sia sufficiente una difesa passiva.

Ciò che può favorire i giovani ad un comune impegno è tradurre le nostre idee nel nostro mettere i piedi nella storia, attraverso una piena disponibilità all’ascolto, per comprendere, evitando fraintendimenti ed ambiguità, impegnandoci in un rispettoso dialogo inter-generazionale, evitando di parlare gli uni sugli altri, compito di cui dobbiamo assumere la piena responsabilità”.

Prof. Alfio Profeti

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