Teatro: al Vascello di Roma in scena Jerusalem Romeo Juliet, di Fabio Omodei

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Torna in scena Jerusalem Romeo Juliet al Teatro Vascello di Roma: il capolavoro Shakespeariano, del regista Fabio Omodei, ambientato ai piedi del Muro del Pianto

Roma, 15 febbraio 2022 – Dopo il grande successo al Teatro Argentina di Roma, il regista napoletano Fabio Omodei torna, nei panni di Mercuzio, a dirigere lo spettacolo Jerusalem Romeo Juliet, che ha fatto sedere a teatro, uno accanto all’altro, cattolici e musulmani.

Il debutto di Jerusalem Romeo Juliet

è previsto al Teatro Vascello di Roma per il 3 e 4 giugno 2022.
La riscrittura è affidata a Paolo Alessandri, i costumi sono di Monica Raponi, mentre le scenografie sono di Elisabetta Mancini.

La storia d’amore tra un cristiano ed una musulmana

Gerusalemme, 4000 d.C. il Muro del Pianto è stato distrutto e poi ricostruito con gli abiti dei morti durante le innumerevoli guerre che si sono succedute.

Due famiglie controllano la città di Gerusalemme. Quella del Principe e quella dello Sceicco; due ragazzi, i loro figli, Romeo e Juliet, si incontrano, si guardano, si amano.

Ruotano intorno ai due giovani, come in una macchina perfetta alcuni personaggi, interpretati da un cast di primo livello, che sono determinanti nell’accompagnare fino alla morte i due amanti.

Fabio Omodei, tra i registi più apprezzati in Italia ed all’estero, mette in scena la guerra e l’odio, ma la pace è l’obiettivo principale. 

Ecco cosa ne dice il regista al riguardo

Omodei, siamo nel pieno di una pandemia ancora non risolta. Quali difficoltà ha riscontrato nel rimettere in piedi uno spettacolo così impegnativo, con 12 attori in scena?

Le difficoltà che hanno avuto tutte le compagnie teatrali professionali che, a causa di una pandemia, si sono viste chiudere le porte dei teatri per molto tempo. È stato difficile riprendere i contatti con alcuni teatri. C’è chi non ha ancora aperto, altri non sanno se riusciranno a portare a termine la stagione.

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Venivamo da un debutto molto importante al Teatro Argentina. Poi saremmo andati al Teatro Sannazaro di Napoli, poi al Teatro Quirino di Roma, poi in scena in Terra Santa, poi tutto distrutto.

Non c’è soluzione – continua Omodei – bisogna guardare in faccia gli attori e chiedere loro se sono pronti a ripartire. Io l’ho fatto ed eccoci qua.

Ha scelto di iniziare da un teatro di provincia questa nuova avventura, perché?

Un signor teatro di provincia direi. Il Teatro Comunale Vittorio Gassman di Castro dei Volsci, gestito da due persone a cui voglio molto bene che sono Gianni Afola e Barbara Amodio, che grazie al consenso ufficiale della famiglia Gassman dirigono il teatro omonimo a Casto dei Volsci in provincia di Frosinone.

Il 21 maggio alle ore 21.00 ci saremo. Anche perché avevo voglia di ripartire dove la nostra produzione, Compagnia Sofia Amendolea– Legge 180 Teatro ha mosso i primi passi più di 20 anni fa. Gianni e Barbara mi accolsero come un fratello, con anteprima nel Frusinate, poi il Teatro Vascello e poi partenza per questa nuova avventura.

Parliamo del cast e di come ha scelto gli attori?

Felice di rispondere a questa domanda, perché mi permette di dare spazio a dei professionisti incredibili che lavorano con me e che meritano in questo contesto, così importante, di essere citati.

Nella famiglia del Principe, troviamo il bravissimo Tommaso Sartori nel ruolo di Romeo, un attore molto preparato che ho conosciuto durante il montaggio di uno spettacolo in cui lui era uno dei protagonisti; poi Leonardo Maltese, nel ruolo di Benvolio, che conoscerete presto sul grande schermo perché è Co-Protagonista nell’ultimo film di Gianni Amelio “Il Signore delle Formiche”, con Elio Germano e Luigi Lo Cascio. Al fianco di Mercuzio nel ruolo di Magdeleine, la meravigliosa Lucrezia Coletti, conosciuta per la Tournee con Stefano Benni, in giro per l’Italia con “Dancing Paradiso”; Il personaggio di Magdeleine è ispirato al personaggio di Baldassarre; è un personaggio che porta un nome molto importante per la cristianità.

Conosco Lucrezia Coletti da tanti anni – continua Omodei – ed è tra le attrici di cui mi fido ciecamente sul palcoscenico. Ho chiesto a Lucrezia di lavorare sull’accento francese e di trasformarsi in un uomo. Il resto lo vedrete a teatro.

Poi Beatrice Pellegrino nel ruolo di Rosaline. Con lei ho dimenticato il numero di volte in cui siamo andati in scena all’estero; Raffaella Mancini nel ruolo di Dolores, divertentissima suora spagnola, già attrice nel ruolo di Lady Macbeth, con la mia regia, di qualche anno fa.

È chiaro che la fiducia per lei è fondamentale nella scelta di un attore. Parliamo dei nemici d’oriente

Non cambia nulla. Insieme alla bravura attoriale delle persone che ho citato e che citerò, ci deve essere in ognuno dei miei attori una grande ed importante qualità umana: la generosità e la dedizione. Questi sono i due ingredienti per entrare nel mio cast. Infatti mi affido alla bravura ed alla dedizione di Sophia Angelozzi; lei sarà la nostra Juliet e non vediamo l’ora di vederla in scena.

Poi, altri due nuovi acquisti per la compagnia, due giovanissimi e bravissimi attori, Damiano Lepri e Francesca Rovaris nel ruolo di Petra la Balia e Bashir Ex Paride. Poi la bravissima Ilaria Arcangeli nel Ruolo di Fatma, ex Sansone. Anche in questo caso, come per Lucrezia Coletti, abbiamo voluto dare un nome forte ed importante ad un personaggio della storia: Fatma era il nome di una delle figlie di Maometto; Magdeleine e Fatma, si trovano ad essere pedine fondamentali per lo sviluppo di tutta la scena finale.

Poi abbiamo Marta Iacopini ex Tebaldo, che oltre che essere una Strepitosa Attrice di Teatro, molti di voi la ricorderanno per aver condotto su Rete Quattro, il programma per bambini Ciao Ciao con il cagnolino Fuor.

Io ero uno di quelli che lo guardava ed ancora mi fa strano averla accanto e chiederle autografi per mia sorella (ride); Marta oltre che una Professionista esemplare è indispensabile nel Cast. Per la sua esperienza e per il suo atteggiamento sempre e costantemente positivo.

Chiudo la presentazione del cast, con il personaggio che è il vero ago della bilancia dello spettacolo, il Frate Lorenzo di Shakespeare, che nel nostro spettacolo si chiama Cassandra, una sacerdotessa superpartes, custode dell’antico culto, interpretata da una delle attrici storiche della nostra compagnia, Ramona Genna, ricordata dal pubblico per essere una delle performers della Compagnia Ricci/Forte, Direttori del settore teatro della Biennale del Cinema di Venezia. A Ramona Genna è affidato l’onere e l’onore di aprire e chiudere lo spettacolo.

Quanto è stato pericoloso e complicato contrapporre due culture, così diverse, soprattutto in un momento storico come questo?

C’è stato, in passato, chi mi ha invitato a rinunciare a questo spettacolo. Troppo rischioso dicevano. Ma invece le persone che mi stavano accanto mi hanno dato la forza per andare avanti. La prima persona che mi ha dato fiducia in quello che stavo realizzando è stata Roberto Bonfantini, il nostro direttore tecnico, persona che mi affianca nella produzione.

Ma io credo, che il lavoro più complesso sia stato fatto da Paolo Alessandri nella riscrittura del Testo. Da Monica Raponi nella realizzazione dei costumi e da Elisabetta Mancini nella creazione delle scenografie.

Con Paolo Alessandri, che ha riscritto completamente tutta l’opera, eravamo d’accordo nel voler parlare, non di Cristiani e Musulmani, ma di Oriente e Occidente, Ovest ed Est, Alba e Tramonto, senza dimenticare qualche riferimento alla religione: infatti le armi dei Montecchi sono delle Croci, cosi come è chiaramente un Hijab quello che portano in testa le donne Arabe, poi la scelta dei nomi Fatma e Maddalena e tanto altro che scoprirete a Teatro.

Come dicevo, lavoro complesso anche per i costumi e scenografie: con Monica Raponi abbiamo deciso di prendere le stoffe ed alcune basi dei Costumi direttamente dal Marocco, poi lei saggiamente ha confezionato dei Costumi meravigliosi; poi Elisabetta Mancini, la nostra Scenografa, mi ha detto: siamo nel 4000 dopo Cristo, il Muro del pianto è stato distrutto!!! L’ho guardata con spavento, poi mi ha detto: lo hanno ricostruito con gli abiti dei morti in guerra ed io ho detto che era un genio!

Gira voce che tornerete in scena in Terra Santa, quanto sarebbe importante portare uno spettacolo di questa portata nei luoghi dove è ambientato?

Spesso ci viene fatta la domanda: “perché fai questo mestiere? Ecco, quando dirigi o interpreti uno Spettacolo che racconta la morte ai piedi del Muro del Pianto, sogni di andare a Gerusalemme e raccontare a tutti la pace; quando questo si realizza si ha immediatamente la risposta del perché facciamo questo lavoro.

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